La spada nel mondo islamico delle origini


Nel mondo islamico la spada è un oggetto di grande importanza, sia per motivi simbolici che di cultura materiale e raffinatezza artistica nella fabbricazione. La spada è uno dei simboli dell’Islam, molto presente su emblemi e bandiere, pensiamo a Dhulfiqar, la spada a due punte di Ali ibn Abi Talib, reliquia islamica, tipicamente presente sulle insegne ottomane, tra cui quella del famoso corsaro Barbarossa, o la sciabola che appare sull’odierna bandiera dell’Arabia Saudita.
Conosciamo la forma delle prime spade arabe, a doppio taglio, dritte e simmetriche, grazie alla letteratura, monetazione, alla statuaria, alle miniature persiana, che talvolta rappresenta gli arabi, e alle prove archeologiche. Le sciabole, monofilari e asimmetriche, sono apparse successivamente nel mondo islamico, e lo hanno fatto per influsso turco. Anche i foderi sono differenti a seconda della forma della spada e dalla rappresentazione di essi possiamo desumere la tipologia della spada, anche se non appare sguainata.


Arabi armati di spade in una scena di battaglia tribale proveniente dal Majnun wa Layla of Nizami, Me-
tropolitan Museum of Art, acc. no.13.228.9.

Queste prime spade arabe avevano pomoli rotondi e venivano portate a tracolla tramite una bandoliera, uso che venne presto eliminato in favore della sospensione a cintura, già sotto il califfo al-Mutawakkil nel IX secolo. Tale uso, però, era preferito dal Profeta stesso, dunque venne mantenuto per usi cerimoniali e da chi voleva imitarlo il più possibile, per esempio lo zangide Nur al-Din preferì portare la spada in tal modo e riesumò l’uso, così come fece il suo successore Sala al-Din.
Sono presenti un numero elevato di spade arabe delle origini conservate nel museo Topkapı Saray di Istanbul. Queste spade sono state probabilmente acquisite dopo la conquista del sultanato mamelucco. Si tratta di spade cerimoniali sovente attribuite al Profeta, ai califfi o comunque a personaggi importanti della storia arabo-islamica delle origini. Le spade sono state studiate ed è emerso che le iscrizioni sono di periodo più tardo, ma le spade sono veramente antiche.

Saif Badawi, cosiddetta “spada di Ali”, spada cerimoniale mamelucca del XV secolo conservato al Topkapı
Saraı di Istanbul. inv. no. 2/138.

Durante il sultanato dei mamelucchi, i cavalieri schiavi che governarono l’Egitto e la Siria, venivano utilizzate già sciabole, ma la spada restava l’arma cerimoniale per eccellenza, mantenendo un sua iconicità, venendo anche utilizzata per le investiture e le cerimonie del potere di califfi e sultani, che venivano investiti con la saif badawi, la spada dei beduini.
L’Arabia al passaggio tra paganesimo ed Islam era un grande centro di produzione di spade, in particolare lo Yemen. Esistevano però anche armi straniere, provenienti dall’Irak, dalla Corasmia, dalla Persia e dallo Sri Lanka, così come erano saltuariamente presenti armi egiziane, siriane, europee e asiatiche orientali. In particolare l’acciaio indiano era particolarmente apprezzato per la sua qualità.
Sotto il califfo abbaside Mu’tasim penetrarono nell’areale islamico molti mercenari turchi, anche nell’alto livello della guardia reale, che portarono i propri costumi bellici e la propria cultura materiale, dando inizio ad un processo di acquisizione della sciabola, che divenne poi preponderante.
La prima sciabola d’areale islamico della quale abbiamo traccia è stata rinvenuta in Persia, a Nishapur, ciò dimostra che nel IX secolo, non a caso il momento di ingresso dei mercenari turchi, si diffusero tali armi. Probabilmente questa sciabola apparteneva ad un soldato schiavo turco che serviva sotto la dinastia samanide. La sciabola era l’arma preferita dei nomadi orientali per motivi eminentemente tecnici legati al colpo che veniva sferrato in arcione e venne diffusa in Occidente anzitutto dagli unni, ma come tipologia costruttiva era un’arma squisitamente asiatica, con le più antiche attestazioni in Cina e in Giappone (VI-VIII secolo).
Il modello della spada araba delle origini è stato soppiantato quasi ovunque nel Vicino Oriente e in Africa, ma ha mantenuto la sua linea ideale nella kaskara sudanese, area, quella del Sudan, comunque islamizzata, ma che conservò fino all’età contemporanea un modello di spada dritta con guardia a croce, che è quanto più di simile sia rimasto a richiamare l’antica forma originaria delle spade arabe.


Kaskara del sultano Ali Dinar, data sconosciuta, provenienza: Sudan.

Fonte: https://www.christies.com/lot/lot-a-sword-of-sultan-ali-dinar-kaskara-6065527/?.

Bibliografia:

Alexander David, Swords and Sabers During the Early Islamic Period in Gladius XXI, 2001, Consejo Superior de Investigaciones Científicas, Spagna, pp. 193-220.

Hunley Edwin, Kaskara Cross-guards/Quillons, University of New York at Binghamton, articolo di Ph.D.

News Reporter
Sono uno storico dell'età contemporanea laureato col massimo dei voti a Pisa. Pubblico saggi e collaboro con le riviste Africana e Metodo.