Magda Goebbels, first lady del Terzo Reich

La vita di Magda Goebbels sembra riflettere le tragiche vicissitudini della Germania durante la prima metà del XX secolo. Come ha potuto una donna intelligente, colta, essere vittima di un simile fanatismo? Se sono molti i libri dedicati allo studio dell’era nazista, altrettanto non si può dire dei libri che hanno per oggetto le donne che hanno vissuto accanto ai gerarchi del nazismo. E’quasi inevitabile che esse abbiano esercitato un’influenza diretta o indiretta sugli avvenimenti.

Tra queste donne, Magda Goebbels riveste un posto particolare, anche solo in virtù della sua relazoine particolare con Hitler.E se esistono alcuni testi dedicati alla descrizione delle figure femminili che si accompagnavano ai gerarchi, si contano sulle dita di una mano quelle dedicate in modo monografico a Magda Goebbels, praticamente assenti nel panorama bibliografico italiano.

A livello internazionale esistono due biografie. Figlio del Segretario di Stato di Hindeburg, Hans Otto Meissner analizza negli anni cinquanta e successivamente e negli anni ottanta le conversazioni private di Magda Goebbels con la sua migliore amica, Ello Quandt, sua cognata, l’unica persona con la quale Magda aveva l’abitudine di confidarsi e aprirsi descrivendo i suoi veri pensieri. Otto Meissner ha poituto accedere anche alle memorie di Gunther Quandt, primo marito di Magda ed ad oggi ancora inedite. Nella seconda biografia , molto più recente, di Anjia Klabunde, disponibile solo in lingua tedesca o in lingua francese, l’autrice si domanda cosa abbia potuto segnare questa giovane donna al punto da farla passare dalle braccia di un ardente sionista a quelle del Ministro della Propaganda del regime nazista. La terza fonte è rappresentata dalle memorie della madre, Auguste Behrend, pubblicate nel 1952 all’interno del periodico tedesco Schwabische Illustrierte. Attualmente gli unici documenti superstiti di Magda scritti di suo pugno sono solo alcune lettere private indirizzate ap padre Oskar Ritsche, ordini, ricevute di fatture, ricerche o richieste di case. Ed infinie una lettera indirizzata al figlio Harald scritta nel bunker a pochi giorni dalla morte.

La mancanza di studi biografici a lei dedicati nel panorama italiano colpisce se si pensa sia al ruolo ricoperto da Magda sia in qualità di moglie di Joseph Goebbels sia all’immagine di donna e madre tedesca modello. La sua immagine in realtà è complessa, ricca di sfumature: dietro la rappresentazione della donna tedesca ed ariana legata alla famiglia ed alla maternità si celano alcuni misterri e contraddizioni.

Al momento della nascita, nel 1901, viene registrata negli uffici angrafici di Berlino con il nome di Johanna Maria Maria Magdalena Behrend, ovvero con il cognome della madre. Un documento ritrovato a Berlino ne 2016 sembra far pensare che Magda sia in realtà figlia naturale di Richard Fiedlande, facoltoso industriale ebreo con cui la madre era si è sposata in seconde nozze nel 1908 e potrebbe avere origini ebraiche da parte di padre.

La sua formazione scolastica avviene fino ai quattordici anni al di fuori della Germania, in Belgio, all’interno di prestigiose scuole cattoliche come quella delle suore orsoline e soprattutto in lingua francese. Al ritorno a Berlino prosegue la sua formazione superiore in lingua tedesca ed instura un forte legame di amicizia con Haim Arlozoroff, destinato a diventare un importante esponente del movimento sionista e che morirà assassinato in Palestina nel 1933.

Magda si sposa per la prima volta nel 1921 con un importante rappresentante del mondo industriale tedesco, Gunther Quandt, ricco industriale di ventanni più grande di lei e con partecipazioni in realtà come la fabbrica di di batterie Varta o BMW. Il matrimonio, da cui nasce un figlio , Harald, termina dopo pochi anni con la richiesta di divorzio da parte di Magda e ne fa una donna libera, indipendente sia dal punto di vista intellettuale sia dal punto di vista economico. A partire da questo momento, forse anche paraddossalmente per noia, si avvicina al mondo della politica, viene a contatto ed inizia a frequentare Joseph Goebbels. Nel 1931 contraggono matrimonio, dopo che Magda ha rifiutato una richiesta di fidanzamento da parte del nipote del Presidente degli Stati Uniti, che Magda aveva conosciuto durante uno dei suoi viaggi all’estero con il primo marito e che era arrivato appositamente a Berlino dopo aver saputo che il matrimonio con Quandt si era concluso.

Le nozze con Goebbels la trasformano nell’icona della donna nazionalsocialista, spesso raffigurata circondata dai sei figli nati dal secondo matrimomio, ma nasconde anche molteplici sofferenze fisiche e morali a causa delle numerose relazioni extraconiugali del marito nel corso degli anni. La loro residenza si trasforma in una sorta di quartier generale dei gerarchi del Reich: la musica di Mozart e di Wagner fa da cornice agli incontri di carattere culturale ma soprattutto politico. Da una parte Magda riceve la Mutterkreuz, la croce d’argento, riconoscimento conferito alle donne che hanno partorito sei figli e riceve ogni settimana migliaia di lettere dalle madri del Reich che le chiedono consigli e suggerimenti in quanto la considerano simbolo di maternità. Dall’altra parte prende parte ad eventi mondani quali la Mostra del Cinema di Venezia o il Motor show di Berlino, mostrando l’immagine totalmente differentem, seducente e con un abbigliamento chiaramente ispirato alle star di Hollywood e alla moda parigina in voga.

La sua figura è dunque anche quella di una donna ricca, elegante, indipendente che ha saputo creare un legame particolare con lo stesso Hitler: è lei a cucinare personalmente per lui quando si trova a Berlino a seguito dei suoi timori dopo un tentativo di avvelenam,ento risalente agli anni precedenti ed è sempre lei ad avere il coraggio di chiedergli un appuntamento privato per ottenere, invano, la possibilità di divorziare da Goebbels a causa delle sue infedeltà. Magda è soprattutto la persona a cui il Fuhrer dona nel bunker dopo aver staccato dalla sua giacca la spilla d’oro simbolo del potere, la sera del matrimonio con Eva Braun e poche ore prima del suicidio. Questo momento viene ricordato dai presenti come uno dei rari in cui Magda ha perso il suo spiccato autocontrollo ed è scoppiata in lacrime.

La sua vita si conclude in maniera drammatica il 1° maggio 1945, in accordo con il marito, dopo aver fatto indossare ai sei bambini gli abiti da notte ed acconciato i capelli delle bambine con nastri, entrambi di colore bianco, come emblema di purezza senza via di scampo per i menbri più piccoli della sua famiglia e somministrato loro prima una bevanda contenete sonnifero e poi del veleno.

La decisione di restare accanto al marito e nella e nella morte è rivelata già mesi addietro alla sua migliore amica Ello Quandt. Magda è ben consapevole del suo ruolo all’interno del Terzi Reich e prevede, in caso di sconfitta della Germania, l’arresto del marito e per lei lunghi interrogatori. Nel marzo del 1945 a Dresda confida al Ello che sarebbe per lei impossibile difendere ciò che ha fatto il marito o in qualche modo giustificarlo, andrebbe contro la sua coscienza. Per questa ragione considera impossibile continuare a vivere. Il marito sarà considerato uno dei più grandi criminali che la Germania abbia mai conosciuto. I suoi figli avrebbero sentito queste parole e sarebbero stati tormentati e disprezzati, portando sulle loro spalle il peso di peccati di cui non avebbero colpa.

Studiare la figura di Magda Goebbels è dunque un modo per andare oltre lo stereotipo della donna durante il regime nazionalsocialista (“Kinder, Kuche, Kirche”, bambini,cucina, casa) e sfatare il mito della passività femminile.

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